Non sono un appassionato di musica italiana. Ma rileggendomi il testo di questa canzone di Bennato, ho pensato che quell'isola non c'era allora e, oggi più che mai, continua a latitare...

6 febbraio 2004

Turbamento

Yak

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Roma, mattina, ore 9 e 30 circa, in macchina sul Lungotevere fermo al semaforo vicino all'Ara Pacis. Tra le macchine in attesa del verde si aggira un uomo piuttosto giovane, di età apparente intorno ai 35/40 anni e dall'aria fine.
E' vestito con abiti che mostrano i segni del tempo, ma indossati con dignità. Si avvicina alla mia macchina e mi chiede - con imbarazzo celato a stento - qualche spicciolo, poiché lui e la moglie sono rimasti senza lavoro e hanno un bimbo piccolo.
Gli do una moneta da 2 euro che trovo nel portaoggetti.

Sera, circa le 19 e 30 semaforo vicino al ponte Umberto I. Un uomo di circa 60 anni, anch'egli dall'aspetto dignitosissimo, con il viso segnato da un tempo non molto clemente, mi chiede sommessamente qualche centesimo. Gli dò una banconota da 5 euro, e anche in questo caso l'atto è tutt'altro che liberatorio.

Arrivo a casa e racconto questi due episodi a mia moglie, senza nasconderle un certo turbamento. In una città come Roma è matematico incorrere in più persone che chiedono l'elemosina agli angoli delle strade, ma questi due mi hanno lasciato un segno più profondo.

Il perché l'ho capito in seguito: erano italiani, e si intuiva che erano discretamente istruiti, che provenivano da situazioni che in passato potevano essere considerate stabili, insomma che tra capo e collo si erano ritrovati in mezzo a una strada.

Non che il loro dramma sia peggiore di quello delle migliaia di diseredati che ogni anno arrivano in Italia da ogni angolo della Terra, ma questo è il segno di un paese in decadenza, che aspira ad essere un grande del pianeta, ma che è sempre meno in grado di garantire i diritti fondamentali di cui ciascuno dovrebbe incondizionatamente godere.

Con buona pace di Berlusconi e dell'Italia con i ristoranti pieni...