L'ingorgo
Yak
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Stamattina ascoltavo una trasmissione alla radio sul tema del traffico, dell'uso dell'auto, considerazioni, proposte, etc.
E così mi è tornato alla mente un episodio di qualche tempo fa.
Una mattina, avevo un'importante riunione in ufficio ed ero in ritardo, nel senso che stavo per uscire da casa e mancavano solo 20 minuti all'appuntamento. Chi conosce Roma, sa che per andare da Monteverde ai Parioli in macchina la mattina di un qualsiasi giorno feriale, un tempo così ridotto è insufficiente. E così ho chiamato un taxi, contando sul fatto che passare per il centro mi avrebbe fatto risparmiare tempo prezioso.
Arrivati in Piazza Venezia, rimaniamo imbottigliati in un ingorgo come quello che ha ispirato l'omonimo film di Comencini. Il tassista, sconsolato, mi spiega che nell'ultimo anno è aumentato in misura esponenziale il numero di permessi concessi per l'attraversamento della ZTL, che - a pagamento - viene concesso a chi dimostri di possedere determinati requisiti. Se sei un medico (giusto), se sei dipendente di un'ambasciata (e vabbè), se sei un agente di commercio (e se no come si fa), se hai un abbonamento a un garage o parcheggio, se sei giornalista, etc... Ma anche se puoi dimostrare, ovviamente con molto più riserbo, di conoscere qualcuno che può. Vuolsi così colà dove si puote, e così un numero imprecisato, ma cospicuo di non aventi effettivo diritto, espongono in bella vista, a mo' di simbolo fallico, il vistoso contrassegno con la "X" che consente di passare - senza danni al portafoglio - per i famigerati varchi elettronici. Questi "furbi", peraltro, sono gli stessi che bollano come incivili quei pendolari inferociti che occupano i binari, non potendone più di inefficienze, sporcizia e condizioni di sovraffollamento oltre il tollerabile.
In altre città europee esistono isole pedonali, in cui l'accesso è consentito esclusivamente ai mezzi di soccorso, parcheggi sotterranei (a gestione pubblica e a prezzi accessibili) che consentono di lasciare la macchina in prossimità della destinazione, tram e metropolitane che rappresentano un'alternativa veloce e confortevole. E soprattutto uguali diritti e doveri per tutti. Qui da noi, invece, vorremmo ottenere i risultati degli altri con i nostri metodi. Che sono vietare a prescindere, arrangiarsi con ciò che si ha (praticamente nulla, se pensiamo ai trasporti pubblici romani), e scoraggiare l'uso del mezzo privato con targhe alterne, balzelli di tutti i tipi e altre amenità del genere. Fatte ovviamente salve le varie rendite di posizione che caratterizzano la società italiana, e che ti fanno sentire uno stupido perché ti ostini a voler rispettare regole che dovrebbero valere per tutti.
Alla fine ho speso 25 euro di taxi, e sono arrivato in ritardo...




